Schola Sarmenti

Una new entry dalla Puglia tutta da… bere!

Puglia, in termini quantitativi, detiene la più alta e importante produzione vinicola in Italia. Sebbene il dato sembri essere positivo, la produttività elevata in termini numerici e i costi relativamente contenuti, ne fanno pensare come una regione in cui la qualità non è mai ricercata. Causa anche un passato in cui abbiamo visto i vini pugliesi emigrare verso il Nord e l’Europa come “vini da taglio” per rinforzare i vini locali, la Puglia è diventata una regione, in termini vitivinicoli, snobbata da molti: appassionati, critici, esperti del settore hanno una considerazione piuttosto bassa salvo rare eccezioni.

I pareri degli esperti hanno una loro valenza sicuramente, ma sono altri i dati, e altre le considerazioni, che dovrebbero far riflettere:

I vini pugliesi piacciono e si vendono!

Inutile negarlo: Primitivo e Negroamaro sono sulla bocca di tutti, specialmente del pubblico più giovane e femminile, dei clienti che cercano un vino piacevole al palato, un vino morbido e magari anche di gradazione più sostenuta.

I prezzi contenuti e l’ampia commercializzazione che fa conoscere questi nomi in tutta Italia hanno fatto sì che ognuno, almeno una volta nella vita, ha avuto modo di degustare un vino pugliese, trovandone all’interno morbidezza, buona gradazione e senso di appagamento durante la bevuta.

E c’è di più!

Rispetto al passato oggi questo scenario è cambiato grazie all’impegno dei produttori che hanno investito nella valorizzazione del vino pugliese.

Negli ultimi anni i produttori hanno migliorato, implementato e rinnovato i reparti di imbottigliamento adottando anche soluzioni tecnologiche innovative in cantina, mantenendo sempre alti i livelli di produzione ma migliorando, in maniera costante e graduale, la qualità dei vini. 

E allora perché continuare a snobbare la Puglia invece di puntarci con decisione?

Magari offrendo un servizio al calice?

Un’azienda in particolare ci è tornata in mente, una Cantina Pugliese che ha abbandonato il concetto dell’alta produzione con addirittura alcune etichette a tiratura limitata, applicando al suo lavoro una filosofia che fa della qualità dei vini il suo punto forte.

Schola Sarmenti

Perché poi in fondo si sa,

… “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”… – cantava Venditti ed è la frase che rappresenta al meglio la motivazione della scelta di inserire nella nostra distribuzione la Cantina Schola Sarmenti.

Un “amore” iniziato anni fa, all’inizio della nostra attività, nel 2003, che poi per vari vicissitudini e cambiamenti commerciali avevamo messo da parte, ma mai dimenticato.

Già a quel tempo l’azienda dava l’impressione di poter diventare un punto di riferimento dell’enologia pugliese, identificativa del territorio di appartenenza, producendo vini di assoluta qualità in un contesto dove sono presenti miriadi di aziende da numeri produttivi industriali.

Oggi torna a far parte della nostra distribuzione con un’ampia gamma di etichetta e con vini che rispecchiano la nostra filosofia.

Schola Sarmenti

Schola Sarmenti è un’azienda con sede a Nardò (Lecce) fondata nel 1999 dalle famiglie Marra e Calabrese.

La cantina è un vecchio stabilimento vitivinicolo dell’Ottocento restaurato e recuperato. Il piano terra è costituito da volte a stella realizzate in pietra leccese, la barricaia sotterranea è stata realizzata grazie al recupero delle antiche cisterne di vinificazione.     

Schola Sarmenti

I vigneti sono coltivati con tradizionale metodo ad alberello pugliese ed hanno più di 80 anni di vita che incontra l’innovazione nella cantina, che è ad oggi una delle più moderne dell’intera regione.

I vigneti sono coltivati con tradizionale metodo ad alberello pugliese ed hanno più di 80 anni di vita che incontra l’innovazione nella cantina, che è ad oggi una delle più moderne dell’intera regione.

Grazie a tecniche moderne e innovative, questa cantina è riuscita a distinguersi, racchiudendo in bottiglia tutta l’intensità e l’armonia di una terra ricca di sole e portandole al mondo.

Il successo di Schola Sarmenti inizia da questa scelta importante: preservare un’antica tecnica di allevamento, quella dell’alberello pugliese. Una tecnica tanto difficile quanto preziosa che ha solo bisogno di mani forti e abili per regalare vini di grande qualità e pregio.

Non ti resta che provarli!

Le etichette da noi selezionate

Roccamora Negroamaro

 “Roccamora” 2020 – 100% Negroamaro

Un vino rosso prodotto da uve 100% Negroamaro. L’età media delle vigne da cui provengono queste uve è di 20 anni. Le uve che vengono raccolte a mano e delicatamente riposte in piccole cassette areate per preservarne l’integrità sono poi ulteriormente selezionate per garantire l’utilizzo dei soli grappoli migliori. La maturazione avviene in acciaio a temperatura controllata.

Note di spezie, tabacco e cuoio in un finale di frutto ben marcato. Al gusto al primo sorso si presenta intraprendente, inebria il palato con una morbidezza e una struttura vellutata smorzata da un fine tannino che lascia una scia gradevolmente amarognola.

Critera Primitivo

“Critera” 2020 – 100% Primitivo

Vino rosso prodotto a partire da uve giovani di Primitivo raccolte a mano. La vinificazione e l’affinamento avvengono in acciaio a temperatura controllata.

Colore rosso rubino.  Al naso regala intensità con sentori di frutta matura, prugna secca americana e marmellata di ciliegia. Profumi sinceri, tipici di un’uva ricca e preziosa che intrigano gli animi con uno stravagante e non comune insieme di sentori. Al gusto regala un assaggio carnoso di grande tipicità, con un forte richiamo alla polpa matura, ammaliato da una piacevole freschezza sprigiona tannini vivaci avvolti da una dolce morbidezza in un lungo finale inebriante.

Armentino

“Armentino” 2020 – 50% Primitivo – 50% Negroamaro

Vino rosso ottenuto con un equilibrato utilizzo di uve Primitivo e Negroamaro. Le uve sono raccolte a mano ulteriormente selezionate in cantina. Una volta terminata la vinificazione effettuata sempre a temperatura controllata il vino viene assemblato ed in seguito fatto affinare per qualche mese in acciaio e poi per 5 mesi in bottiglia.

Profumo orgoglioso, sorprende con intensità in un fresco intreccio di note di amarena e frutta matura. In bocca è una grande sorpresa grazie ad una straordinaria matrice tannica che esalta un vino potente e tracotante di sostanza e polpa.

Un vino che saprà farsi amare!

Antieri Susumaniello

“Antieri” 2020 – 100% Susumaniello

L’ultimo vino rosso nato nella cantina. Un vino prodotto con uve Susumaniello, uno dei vitigni autoctoni del Salento.

L’uva, raccolta a mano, viene selezionata manualmente per permettere solo ai grappoli migliori la produzione di questo grande vino di qualità. Seguono poi le fasi di macerazione e fermentazione a temperatura controllata effettuate in tini di acciaio Inox. Al termine della fermentazione malolattica il vino è trasferito ed affinato in botti di quercia Francese dove riposerà per almeno 12 mesi. Per ultimo il vino verrà ulteriormente affinato in bottiglia per un periodo di ulteriori 6-9 mesi.

Un vino deciso, fresco, equilibrato, con grande corpo. Ha colore rosso rubino intenso e impenetrabile. Un vino che sa essere forte ma con garbo, riuscendo a colpire con i suoi profumi complessi e delicati. Presenta note fruttate e speziate in cui si distinguono more, ciliegie mature, pepe nero, vaniglia e chiodi di garofano. In bocca va a concludere con una lunghissima persistenza in bocca.

Un vino a produzione limitata, di spiccata personalità e molto rappresentativi del territorio.

Diciotto Primitivo

“Diciotto” 2019 – 100% Primitivo

Un vino rosso esclusivo, prezioso, a tiratura limitata. Un vino prodotto a partire da vitigni di 80 anni allevati con il tradizionale ed antico metodo dell’alberello pugliese. Da una paziente potatura verde che ne limita la produzione in nome di una qualità assoluta, nasce questo Primitivo.  

Le uve sono raccolte a mano e delicatamente riposte in piccole cassette areate per preservarne l’integrità e successivamente selezionate in cantina. Quindi si passa alla vinificazione a temperatura controllata. Segue un affinamento dove il vino matura per 14 mesi in tonneaux nuovi di quercia francese, media tostatura. Infine, 10 mesi di ulteriore affinamento in bottiglia.

Ha profumi che arrivano al naso con vertiginosa profondità, ed investono con inebrianti sentori di frutti rossi e da una folata balsamica con intriganti sensazioni di frutta tostate e intensi accenti di note speziate. In bocca un velluto aromatico avvolge il palato in un vortice inaspettato di sensazioni. L’elegante armonia riporta gli animi alla realtà, dove tannini vigorosi sanno espandersi con assoluta delicatezza e senza eccessi.

DICIOTTO è una valorosa espressione di una terra preziosa e frutto di abili mani, sagge e amorevoli.

Corimei Primitivo Passito

“Corimei” Primitivo Passito 2020 – 100% Primitivo

Nasce da uve Primitivo in purezza coltivate ad alberello da vigneti con più di 20 anni. Vendemmia tardiva con leggero appassimento sulla pianta; In cantina sono poi ulteriormente selezionate su di un moderno tavolo di cernita. Segue una fermentazione in acciaio a temperatura controllata prima dell’imbottigliamento.

Il vino presenta un colore rosso intenso e profondo; al naso è facile riconoscere le note di frutti rossi e marmellata di amarene. In bocca, invece, si rivela un vino piacevolmente vellutato ed elegante.

Ottimo con dolci della tradizione pugliese e non solo.

Per conoscere i prezzi clicca qui e richiedi il nostro listino.

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Valdobbiadene Umberto Bortolotti

Nel 2021 si è stabilito il record storico con circa 750 milioni di bottiglie di Prosecco vendute: un numero enorme, un aumento radicale se confrontato agli anni precedenti che fanno del Prosecco uno dei vini più venduti al mondo.

Questi numeri enormi, nell’immaginario collettivo, portano, giustamente, a valutare il Prosecco come un prodotto di massa che spesso va a collocarsi in una fascia qualitativa medio – bassa, tanto che spesso viene chiamato prosecco o peggio “prosecchino” qualsiasi spumante.

Fortunatamente, tra le tante realtà produttive della denominazione, spicca talvolta qualche eccellenza.

 Una su tutte ha attirato la nostra attenzione: la Cantina Umberto Bortolotti, un produttore storico e di tradizione con sede in Valdobbiadene che ha costruito la sua notorietà grazie alle “Rive”, singoli appezzamenti di terreno scoscesi che esaltano le caratteristiche del Prosecco ottenuto da un’unica identità produttiva.

Abbiamo avuto modo di studiare l’azienda degustandone i prodotti, conoscendo la proprietà, e abbiamo constatato che è una delle realtà più belle e con alcuni tra i migliori vini dell’area di Conegliano e Valdobbiadene.

Ci hanno affascinato molto le Rive, appunto la vinificazione per singolo appezzamento che richiama al concetto di Cru, tanto rinomato ed utilizzato dai nostri cugini francesi ed apprezzato in tutto il mondo, infatti su 43 Rive presenti sul territorio, le Cantine Umberto Bortolotti ne vinifica 5 in quantità molto limitate.

Prosecco Valdobbiadene Bortolotti

L’azienda Cantine Umberto Bortolotti ha una lunga tradizione nella produzione di spumanti di qualità; da oltre settant’anni presenta i propri vini spumanti, affiancando alla tradizione locale tecniche spumantistiche in costante progressione.

Da lungo tempo l’azienda opera tra le realtà storiche del Comune di Valdobbiadene al fine di tutelare e promuovere la forte identità territoriale di una viticoltura da molti definita eroica che, inerpicandosi sulle tante rive per generazioni, ha dato forma ad un territorio riconosciuto dall’UNESCO Sito Patrimonio Universale dell’Umanità nel 2019.

Sono solo 15 i comuni di collina che garantiscono, da 50 anni, la DOC, oggi DOCG, su circa 8.300 ettari adagiati a metà strada tra le Alpi Dolomiti e la città di Venezia.

Prosecco Valdobbiadene Bortolotti

IL VITIGNO

Conosciuto come “Prosecco” e coltivato da oltre 400 anni tra le colline di Conegliano e Valdobbiadene, riprende dalla vendemmia 2009 una delle antiche appellazioni “Glera”, per tutelare più fortemente la tradizione locale e regionale.

La menzione “Rive”, presente esclusivamente nell’area del Conegliano Valdobbiadene DOCG e nella versione spumante, rappresenta e promuove dal 2009 l’essenza del territorio collinare famoso per i propri spumanti.
E’ prodotto, infatti, esclusivamente con uve provenienti da un unico Comune o frazione di esso, per esaltare le caratteristiche che una collina, un vigneto può conferire a quel vino.

Il termine “Rive” sta ad indicare, nella parlata locale, i vigneti posti in terreni scoscesi ed ha lo scopo di mettere in luce la vocazione e le molte differenze che esprimono le diverse località della Denominazione di Origine che si estende per oltre 30 chilometri. Sono storicamente i più difficili da lavorare, dove ogni fase della coltivazione e la raccolta si effettuano solo ed esclusivamente a mano.

Nel territorio tutelato sono presenti ben 43 Rive che indicano altrettante diverse espressioni territoriali.

Ad esse è riservato un vino con indicazione obbligatoria d’annata, elaborato esclusivamente in versione spumante, ottenuto da vendemmia manuale in vigneti in cui la resa massima è di 130 quintali ad ettaro.

L’azienda Bortolotti è l’unica che produce Prosecco Valdobbiadene DOCG ottenute da 5 “Rive” ben identificate, tutte in produzione limitata. Le Rive selezionate per i cinque ‘Cru’ sono: Rive di Santo Stefano, Rive di Rolle, Rive di Col S. Martino, Ron di Valdobbiadene e Rive di Colbertaldo.

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Fabrizio Dionisio: il “vero” Syrah di Cortona, esaurito in prenotazione

Fabrizio Dionisio Syrah

La richiesta sempre più crescente per i vini dell’azienda Dionisio ha creato un problema con la disponibilità e la reperibilità di alcuni dei vini della suddetta azienda, su tutti il Viognier, la Rosa del Castagno e la Bolla Galeotta. Ma anche la disponibilità del Castagnino è limitata!

La Rosa del Castagno è nato come una sfida: produrre a Cortona, utilizzando le nostre uve Syrah, un grande vino “bianco”…ovvero un rosato, un Syrah godibile soprattutto in primavera e in estate, da bere per accompagnare zuppe e piatti di pesce e verdure, formaggi freschi, stagionati e erborinati, carni alla griglia o anche la pizza. E ci sono riusciti!

“Linfa” Toscana Viognier è un vino bianco con eccellente struttura, fatta di mineralità ed acidità e di adeguata materia a compensare e soddisfare. Ha moltissimi tratti dei grandi Viognier del Rodano. Già eccellente, ma con grandi prospettive di crescita.

Bolla Galeotta è un’insolita espressione del vitigno Syrah, una bolla amichevole, fine e delicata, sincera e naturale, beverina e conviviale, espansiva e cordiale ma non ruffiana. Capace di ammaliare e sedurre…
Insomma, una vera e propria Bolla Galeotta!

Per cercare di accontentare tutti i nostri clienti avevamo aperto le prenotazioni sui suddetti vini, in modo da poter garantire ad ognuno le quantità richieste. La risposta è stata repentina e tutte le quantità a noi assegnate sono state esaurite in pochissimo tempo.

Per chi non ha avuto la possibilità di ottenere qualche etichetta, l’appuntamento è rimandato al prossimo anno.

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Franciacorta “Padron” 007 & 008”

due nuovi “agenti” a tiratura limitata

Potrebbero sembrare 2 nuovi agenti segreti creati dalla penna di Ian Fleming, pronti a smantellare  qualsiasi cellula terroristica presente sul territorio.

Franciacorta Padron

Non è proprio quel genere di romanzo ma la storia del Franciacorta Padron & C. ha lo stesso alone di mistero, fascino e avventura. Ne abbiamo già parlato con l’uscita della versione “006”, ahimè terminata troppo presto.

L’anno scorso quello che sembrava un inserimento anonimo e di poco conto, un prodotto di cui su internet o sulle riviste non si trovava nemmeno un cenno,  si è rivelato una scelta azzeccata e congeniale al nostro, ormai, famoso slogan:

Grandi Vini di Piccoli Produttori

Un successo inaspettato! Chi ricorda il bollettino dello scorso anno sicuramente ricorderà che parlavamo di scarsità di produzione ed una rarità nel trovare il prodotto.

Bene, vi avvisiamo fin da subito, senza giri di parole:

quest’anno sarà ancora peggio!

Nonostante l’uscita di due nuove annate la nostra assegnazione non è aumentata nemmeno di una bottiglia.

Il Franciacorta Padron 007 e 008 è un prodotto che entra diretto nelle grazie degli appassionati e degli amanti della tipologia.

Le nostre “scorte” sono già in magazzino: data la scarsità di bottiglie, la distribuzione sarà limitata e assegnata ai clienti che hanno già acquistato lo scorso anno, previa prenotazione.

Chi, l’anno scorso, non ha creduto nel prodotto o non ha avuto la possibilità di prenotare qualche bottiglia, ha ancora qualche speranza di vedersi assegnate le nuove etichette.

Da questo momento sono aperte le prenotazioni per chi desidera avere il “Padron” nella propria selezione!

Una volta terminate le bottiglie se ne riparlerà il prossimo anno.

Noi vi abbiamo avvisato… era nostro dovere farlo.

Per info e prenotazioni potete contattarci cliccando qui, in alternativa potete inviare un email a ordinicapobiancowine@gmail.com

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L’arte del Rosato

in Provenza si producono i migliori

Provenza Rosé Rosato

La Provenza ha saputo costruire in soli 30 anni la sua fama mondiale come produttrice di vini rosati.

Oggi la Francia produce i migliori rosati del mondo ed in testa alla produzione si trova la Provenza.

Le AOC della Regione sono: Côtes de Provence, Coteaux d’Aix-en-Provence, Coteaux Varois en Provence, Les Baux-de-Provence, Palette, Cassis, Bandol e Bellet.

Come è nato il successo mondiale dei rosati di Provenza? 

Tradizione, qualità, stile, un’immagine forte sono i valori che contribuiscono a costruire la fama di un vino.

I rosè sono caratterizzati dal tipico colore rosa pallido leggermente aranciato, da un intenso profumo di macchia mediterranea e da un’inconfondibile nota salina.

Nella loro migliore espressione, possono perfino invecchiare per una decina d’anni, arricchendosi di un’interessante evoluzione aromatica. L’assemblaggio tradizionale è composto dalla Grenache, Mourvèdre e Cinsault, ma possono essere utilizzati anche altri vitigni come Syrah, Tibouren e Cabernet Sauvignon.

Rosé Provenza Rosato

Ma perché i Rosati di Provenza sono così apprezzati?

Ai consumatori piace il rosé perché è un vino diverso, giovane e adatto alle situazioni conviviali, facile da apprezzare, anche non avendo una grande cultura del vino, e da condividere con gli amici, piace alle donne e ha un consumo non solo legato all’estate.

I Rosati negli ultimi anni sono diventati simbolo di eleganza, fascino, convivialità.

Vini da prendere in considerazione ed inserire nella rotazione della vostra selezione.

Successo garantito!

Cotes de Provence Rosé “Terre Promise” – Chateau Henri Bonnaud

Il Domaine di trova nella denominazione Palette, una delle più piccole e più antiche di Provenza, in una posizione privilegiata che protegge i vitigni dal Maestrale.

Terre Promise è un Rosé fresco e fragrante, ottimo per allietare le calde serate estive   (e non solo).

Cadet de La Begude – Domaine de La Begude

Bandol è la zona più bella e importante dell’intera Provenza.  Il suo colore è intenso e brillante ed è caratterizzato da un colore granato. Al naso rivela un profumo di amarena, con sentori di menta e spezie.

Questo vino si gusta al meglio nell’esuberanza della sua giovinezza.

Coteaux d’Aix en Provence – Chateau Revelette

Chateau Revelette si trova nella città di Jouques, 30 km a nord di Aix en Provence. Un metodo di viticoltura sostenibile, coltiva e vinifica in modo biodinamico.

Violetta, frutti neri e spezie guidano il profilo aromatico di questo vino morbido, dotato di tannini fini e teneri.

Un Rosé fresco ed equilibrato, impossibile farne a meno!

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  “Lù” Catarratto – Gaetano Di Carlo:

autenticità, appartenenza e selezione.

La ricerca di un vino sempre più autentico e una domanda sempre crescente di vini pregiati legati al territorio d’origine hanno spinto, sempre più produttori, alla creazione di vini ottenuti da vitigni autoctoni della zona di produzione.

Una delle regioni italiane, che più di altre, ne sta intensificando la produzione, grazie anche ai molti vitigni autoctoni presenti, è sicuramente la Sicilia.

Gaetano Di Carlo

L’azione di selezione e di recupero dei vitigni autoctoni ha orientato i produttori siciliani verso l’adozione di scelte varietali oculate e strategiche che potessero valorizzare le produzioni.

Tra i vari vitigni autoctoni il più antico e il più presente in Sicilia è il Catarratto.

Il vitigno Catarratto è un’uva coltivata da secoli in Sicilia e la sua origine si perde nella notte dei tempi, essendo tra i più antichi dell’isola.

È coltivato in ogni angolo di Sicilia, anche se la sua zona elettiva è sicuramente il Trapanese, dove è coltivato da sempre ed è stato per lungo tempo il protagonista di un grande vino come il Marsala.

Gaetano di Carlo

Il Catarratto è un vitigno molto espressivo, i suoi profumi sono intensi, tanto che è considerato un vitigno semi-aromatico.

I profumi che lo contraddistinguono sono incredibile, quando il vino è ben fatto: frutta tropicale, torba e cereali, miele, mandorle e canditi, fiori e una nota speziata leggera che taglia tutto il vino.

Trovare il giusto equilibrio non è facile ed è davvero difficile trovare vini fatti con precisione e che non stanchino.

Molti piccoli produttori sono riusciti nell’impresa di fare una buona selezione: grandi vini bianchi di grande profondità, dotati di sapidità ed eleganza.

E se parliamo di grandi vini di piccoli produttori non potevamo perdere l’occasione di scovare qualche “chicca” ed inserirla nella nostra distribuzione.

Gaetano Di Carlo

Tra la moltitudine di aziende vitivinicole siciliane, la nostra curiosità è caduta su una piccola azienda di Palermo: Gaetano di Carlo.

Perché abbiamo selezionato l’azienda agricola Gaetano di Carlo per la nostra distribuzione?

Perché la sua filosofia rispecchia a pieno anche la nostra.

Una filosofia finalizzata alla coltivazione di un unico vitigno (Catarratto), una produzione limitata (solo 7100 bottiglie numerate) e un vino autentico e preciso appartenente al territorio d’origine.

Un grande vino di un piccolo produttore di cui sicuramente sentiremo parlare molto bene!

Gaetano di Carlo nel 2019, dopo 10 anni lontano dalla sua terra natia, decide di ritornare in Sicilia e di iniziare a produrre vino, per tornare a fare quello per cui è nato: l’agricoltore, una passione che lo ha affascinato fin da piccolo.

Ha scelto come sede per la sua azienda Corleone, tra i più fertili territori siciliani, un territorio unico per la produzione agricola ma soprattutto per il vino; un territorio dove si può far venir fuori la miglior espressione del vitigno.

Gaetano Di Carlo

Una scommessa che viene vinta quando nasce il primo vino “Lù” abbreviazione di Luca, nome del figlio e del padre di Gaetano. 

Un Catarratto 100% da vigneti di circa 30 anni di età, fatto come una volta: di color giallo paglierino, regala al naso profumi intensi di fiori bianchi e agrumi accompagnati da piacevoli note iodate. Al palato è complesso, fresco e molto sapido. Ottimo a tutto pasto, dall’aperitivo al dolce. Eccezionale su tutti gli antipasti!

Un vino autoctono, da un produttore radicato, in un territorio unico!

Sei convinto che questo vino rispecchi a pieno anche la tua filosofia? Vorresti inserirlo nella tua carta dei vini? Allora contattaci cliccando qui

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Tenuta Civranetta – Fidora

Negli ultimi anni la produzione e il consumo di vino biologico sono aumentati in maniera considerevole e oggi continuano a dare segnali di grande vivacità.
Perché si sceglie di produrre vino biologico? Le motivazioni alla base dell’agricoltura biologica, già nel secolo scorso, si sono legate alla volontà di preservare la salute dei consumatori e avere un minore impatto ambientale.
Incuriositi dall’aver letto che questa tenuta è l’unica nella denominazione Prosecco ad avere la certificazione Demeter, e ritendendola un’ottima scelta grazie al lavoro svolto in cantina e nei vigneti, abbiamo deciso di inserire nella nostra distribuzione la linea di Prosecco Fidora di Tenuta Civranetta.

Tenuta Fidora Prosecco

Tenuta Civranetta è uno dei più longevi esempi di ambiente coltivato in bio nel nostro paese e il più vecchio in Veneto.
Pesticidi, erbicidi e fertilizzanti chimici: dimenticatevi tutto questo all’interno dei vigneti. Le sostanze di sintesi sono sostituite da prodotti naturali di origine biologica.
Dove ci troviamo? Non troppo lontani dalla laguna di Venezia, sui resti della Via Annia, una strada anfibia di epoca romana. Qui la famiglia Fidora, nella Tenuta Civranetta, è dedita alla coltivazione della vite da quasi un secolo. Erano queste le terre del Foresto veneziano: foreste di pianura coltivate su suoli caratterizzati dal “caranto” (antica stratificazione pleistocenica composta da terreno compatto limoso-argilloso con noduli calcarei). Un paleosuolo ricco di mineralità, dunque.
Nel 1974 Guido Fidora ha deciso di convertire l’azienda di famiglia all’agricoltura biologica. Tutti i vigneti sono lavorati secondo due principi essenziali: l’abbandono dei prodotti chimici e lo sviluppo della biodiversità, risorsa essenziale per far sì che le viti abbiano le proprie difese naturali. Si favoriscono così lo sviluppo e la convivenza di più specie di piante e animali all’interno dello stesso habitat, attraverso l’utilizzo di rive alberate, prati, siepi, boschetti e stagni, si dà favorire la presenza naturale di fauna selvatica. Qui si trovano, infatti, lepri, volpi, fagiani, anatre, aironi, cinghiali e molte altre specie. Impegno, perseveranza ed esperienza.
E uva, uva sanissima per fare vino.

Prosecco Doc Frizzante “Il Fondo”

Prosecco Fidora

100% Glera 

Il Prosecco DOC Il Fondo è caratterizzato dal deposito di lieviti sul fondo della bottiglia, dovuto al metodo di produzione tradizionale, utilizzato fin dall’antichità, che prevede una seconda fermentazione in bottiglia senza sboccatura. Quello che si ottiene è un vino secco, fruttato, fresco e minerale. Il prolungato contatto con i lieviti conferisce un finale sapido e deciso e un sapore equilibrato, arricchito da lievi sentori di crosta di pane. Schietto e diretto, è consigliabile consumarlo limpido dopo averlo separato dal deposito, anche se a piacere può essere servito ancora leggermente torbido.

Prosecco Doc Spumante Brut

Prosecco Fidora

100% Glera  

I Prosecchi della gamma rivelano grandi doti di bevibilità. In particolare il Brut merita una menzione. La prima fermentazione ha luogo dopo la pigiatura delle uve. Una volta stabilizzato il vino base, si dà il via alla seconda fermentazione con metodo Charmat, che dura almeno 8 settimane, così da ottenere un perlage più fine. Di colore giallo paglierino molto tenue e riflessi verdolini, al naso è fresco nei richiami ai fiori di campo, bianchi, e alla polpa di mela verde. Al palato è persistente e abbastanza marcato con una lieve nota amarognola di mandorla. Un Prosecco ottimo come aperitivo.

Prosecco Doc Spumante Extra Dry

Prosecco Fidora

100% Glera 

La prima fermentazione ha luogo dopo la pigiatura delle uve. Una volta stabilizzato il vino base, si dà il via alla seconda fermentazione con metodo Charmat, che dura almeno 8 settimane, così da ottenere un perlage più fine. Effervescenza sottile, piacevole e beverino, netto, fine, nei riflessi del tenue giallo, delicati accenti di fiori bianchi, di acacia e glicine, frutta a polpa bianca, mela golden stuzzicano il palato nella trama armonica delle bollicine, raffinata essenza di piacere. Da bere sempre.

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Vasco Sassetti, la semplicità nella massima espressione del Sangiovese

Vasco Sassetti

L’azienda Vasco Sassetti si trova a Castelnuovo dell’Abate, una piccola frazione nel comune di Montalcino. Ed è qui che ha prodotto vini dai primi del 900, partendo da “solo” quattro ettari di vigneti. Nel 1985, con l’aiuto di un enologo, si è deciso di avvalersi di un nuovo assetto aziendale, lavorando solo vini da bottiglia, collocandosi in un segmento di alta qualità: ristrutturare i vigneti esistenti, ma soprattutto cercare nuovi terreni per una superficie complessiva di ha 15.

La filosofia del lavoro è soprattutto volta alla produzione di uve di alta qualità, sfruttando al massimo la potenzialità del territorio, ma soprattutto il rispetto della produttività di un vitigno così importante, ma difficile come il Sangiovese.

La ricerca continua in ogni annata dell’appezzamento che offra le migliori caratteristiche per il Brunello Riserva, ma, ancora prima, impostare la giusta potatura secca per evitare interventi massicci sulla vegetazione in estate, ovvero cercare d’interpretare al massimo l’espressione dei propri vigneti nel territorio.

La vendemmia ogni volta è una sfida!

Vasco Sassetti

Sfida principalmente alle avversità meteorologiche che nei primi giorni di ottobre spesso volge alle piogge, ma in azienda si esigono uve perfettamente mature e per fare ciò spesso si vendemmia nella seconda quindicina di ottobre, ma sempre per avere il massimo della espressione del frutto maturo del Sangiovese che esprime al meglio la ciliegia marasca rossa nel vino.

La cosa più importante della realtà Vasco Sassetti è il vinificare e lasciare sempre separate tutte le particelle di vigneto sino al momento del taglio definitivo d’imbottigliamento, in questo modo, vengono sfruttate ed integrate perfettamente le diverse sfaccettature e le caratteristiche che i vari vigneti di proprietà riescono ad esprimere.

Essenzialmente l’azienda con la sua semplicità ha la voglia e la forza di trarre dal territorio il massimo dell’espressione del vitigno Sangiovese nel tempo, con la conoscenza anche degli anziani del luogo.

Autenticità e “visione contadina”: è questo che resiste e si respira nei vini di Vasco Sassetti.

Vasco Sassetti

Brunello di Montalcino 2016: la 2016 è un’annata importante, quasi straordinaria, e se ne parlerà ancora per un po’ di tempo, merito anche della capacità di invecchiamento longeva del Brunello di Montalcino (oltre 15 anni).

Un’annate così perfetta non si vedeva dal 2010 ed ha restituito entusiasmo ai produttori nonostante il periodo che stiamo vivendo.

Vinificato da uve Sangiovese nel contesto delle tipologie previste dalla denominazione, si contraddistingue per il suo profilo organolettico caratteristico ed originale al tempo stesso.

Un Brunello dallo stile classico, quasi “contadino”, strutturato ed intenso che conquista per la sua ampiezza e complessità.

Una menzione va data, obbligatoriamente, anche al Rosso di Montalcino: fratello minore del Brunello, giovane e pronto da bere. Un’espressione fruttata e versatile del Sangiovese.

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La tradizione, la qualità, la ricerca continua…        

In questi primi due mesi del nuovo anno gli inserimenti nel nostro listino e le sorprese da proporre ai nostri affezionati clienti non sono di certo mancate. Oltre ad aziende italiane, produttrici di vini di assoluta qualità, abbiamo anche importato, come avete avuto già modo di appurare, etichette di due Domaine francesi di due zone della Borgogna molto rinomate: Meursault e Chablis. Aree vitivinicole in cui lo Chardonnay prevale su altri vitigni con prodotti di indiscussa qualità.

Ma non eravamo ancora soddisfatti, eravamo alla ricerca dell’ultimo tassello per completare il nostro puzzle.

Abbiamo letto e riletto le nostre selezioni di etichette, valutato una moltitudine di vini che potevano fare al caso nostro, abbiamo scritto e contattato tantissime aziende.

Mancava un’azienda che producesse Pinot Nero!

Non un Pinot Nero qualsiasi… il Pinot Nero della Borgogna, il vero Pinot Nero, quello per eccellenza; uno dei vini rossi più famoso ed apprezzato da tutto il Mondo.

Facendo fede al nostro motto “Grandi vini di piccoli produttori” la nostra scelta non poteva (e non doveva) ricadere in una banalità commerciale, non stavamo cercando niente che fosse già distribuito né tantomeno un vino “industriale”, ma un grande vino di un piccolo produttore tradizionale.

Il nostro obiettivo è un pinot nero diclasse, frutto di immensi sacrifici e di una dedizione totale nei confronti della vinificazione. Un vino prodotto in modo tradizionale, un contatto diretto tra il vigneron ed il terroir in cui produce i suoi vini.

Allora si riparte: viaggi, telefonate, email, messaggi, giorni ad attendere una risposta soddisfacente ed appagante o, per lo meno, qualcuno che ci prendesse seriamente in considerazione.

Dopo tanta attesa, con il morale ormai basso e le speranze rasenti lo zero, arriva un email che ci fa brillare gli occhi di felicità.

Un piccolo domaine esistente dal 1966, in una delle zone più vocate alla coltivazione del Pinot Nero, ci ha dato disponibilità per i suoi prodotti.

Eureka!

Senza indugio alcuno, proviamo il loro Pinot Nero (restando estasiati) e procediamo all’ordine. Vi anticipiamo che le etichette a noi assegnate sono già arrivate.

(P.S. le quantità sono sempre esigue, ma chi si accontenta gode! Anticipate le prenotazioni!!!)

Questo è il nostro lavoro!

Un viaggio ricco di emozioni, di scoperte sensazionali, di gioie, di ricerca costante ma pieno di insidie, di imprevisti, di rifiuti (tanti!)

Ma non ci fermiamo, restiamo concentrati per raggiungere il nostro scopo:

condividere le nostre esperienze e le nostre ricerche con voi e con la consapevolezza di trasmettervi le nostre stesse emozioni!

Dopo la breve narrazione di questa nostra nuova “conquista” in terra francese, andiamo a presentare il domaine appena citato:

Régis Rossignol Changarnier

Regis Rossignol tradizione

La tenuta Régis Rossignol Changarnier si trova nel comune di Volnay. La bella storia di una coppia, che dal 1966, produce vino in Borgogna in modo veramente tradizionale.

Régis Rossignol, alla veneranda età di 86 anni, è in teoria in pensione, ma sembra che continui incessantemente ad assecondare e dirigere il processo di produzione del Domaine.

Régis continua a vivere la sua passione ogni giorno, per tutte le stagioni ed ovviamente a contatto con gli amanti del vino alla ricerca di autenticità durante le degustazioni in azienda.

Il domaine dispone di 7 ettari di vigneto, o meglio, quasi 6,5 ettari di vigneto vero e proprio, a causa del reimpianto. Tutti i vigneti sono di proprietà e sono prevalentemente nel comune di Volnay. Ci sono anche 0,5 ettari a Pommard, 0,66 ettari di Beaune Teurons, un po’ a Savigny e a Meursault.

Bottaia

Le viti sono coltivate nel modo più tradizionale possibile, arando il terreno abbastanza profondamente. Le radici poi scendono più in basso, il che consente al terroir di esprimersi meglio nei vini. Il lavoro della vite è essenziale e rigoroso.

Le uve vengono sempre raccolte manualmente e non sono, o solo leggermente, diraspate, il che conferisce ai vini più carattere, frutta e invecchiamento.

Tutti i vini vengono invecchiati per 13 mesi, esclusivamente in botti di rovere prima dell’imbottigliamento.

La tenuta

I vini

Regis Rossignol è un simpatico e tradizionale vigneron; semplicemente racconta così i suoi vini:

Lavoro in modo tradizionale, ho sempre arato le viti, e senza trattamenti chimici… Praticamente per tutto, preferisco seguire la luna piuttosto che un calendario Bio!

I vini sono tradizionali, il più semplice possibile. Mi piace mantenere i tannini, così i vini si mantengono bene, – faccio vins de vigneron, non vins d’oenelogue

Faccio la stessa vinificazione ogni anno. Inizio sempre la vendemmia di sabato, seguito da 12 giorni di vinificazione – siccome faccio sempre lo stesso, ottengo la tipicità dell’annata ogni anno.”

E come sceglie Regis cosa bere?

“I vini giovani facili da bere non sono la mia idea di Borgogna…Attualmente bevo 1979, 2000 e 2001. Un vino di 30 anni di qui è buono! Un vino di 15-20 anni è quasi buono!”

Etichette

Bourgogne Rouge 2017

Un Pinot Nero raffinato anche se semplice.  Da bere già giovane ma capace di essere atteso per qualche anno.

Bourgogne Vieilles Vignes 2017

Il Pinot Nero “Vieilles Vignes” proviene da viti di oltre 50 anni. La cultura, la vinificazione, la conservazione in botti di rovere e in bottiglia sono identiche alla pratica implementata per elaborare i 1er Cru.

Volnay 2017

Uve Pinot Nero provenienti dai terreni che circondano la tenuta a Volnay. Un vino rotondo e delicato che migliorerà negli 8-10 anni a seguire, e può essere conservato per 15-20 anni senza problemi.

Volnay 1er Cru 2005, riserva di cantina

Volnay 1er Cru proviene da un terreno molto vicino alla tenuta in pendenza con orientamento sud-est. Un vino con degli anni sulle spalle ma che all’assaggio avrà raggiunto la sua massima espressione. Chapeau!

Volnay 1er Cru “Les Brouillards” 2018

Volnay 1er Cru Les Brouillards proviene da un terreno molto vicino alla tenuta in pendenza con orientamento sud-est: la pendenza favorisce il drenaggio, il contenuto di ghiaia assicura la permeabilità e la percentuale di argilla determina la ricchezza di elementi assimilabili. Il termine Brouillards significa “nebbia”, non è legato al tempo ma deriva dal vecchio “breuil” o “beuillât” francese, un piccolo terroir dove crescevano boschi giovani. Questo cru 1er di Volnay unisce razza, nobiltà, finezza ed eleganza.

Volnay 1er Cru “Les Mitans” 2018

Volnay 1er Cru Les Mitans proviene da un terreno molto vicino alla tenuta in pendenza con un orientamento sud-est: la pendenza favorisce il drenaggio, il contenuto di ghiaia assicura la permeabilità e la percentuale di argilla determina la ricchezza di elementi assimilabili. Il termine “Mitans” deriva dalla parola “medio”, si trova notevolmente a metà collina ed esposto ad est. Un vino di classe e raffinatezza.

Pommard 2017

Il vigneto del Domaine si trova a Pommard “Les Chanlins”, un terroir sorprendente in cui il vino prodotto ha una potenza, finezza e una consistenza piuttosto rara.

Bourgone Aligoté 2018

Bourgogne Aligoté è un vino bianco secco prodotto nella stessa zona di denominazione della Bourgogne. Deve il suo nome ad un’uva bianca di Borgogna: Aligoté. Un vino da bere giovane!

Meursault 2009, riserva di cantina

Il vigneto Meursault occupa la parte meridionale della costa di Beaune e si estende su dolci pendii tra 230 e 360 metri sul livello del mare. L’abbondanza di marne bianche in ambiente calcareo spiega il predominio della produzione di vini bianchi tipo Chardonnay. Meursault è un vino pieno di sensualità, allo stesso tempo opulento, sottile e delicato, che matura lentamente e per molto tempo. Un carattere minerale, grasso, burroso…

I vini del domaine Regis Rossignol Changarnier sono delle vere chicche enologiche.

Vini di qualità prodotti in un terroir molto vocato come Volnay:

dalla cura maniacale delle viti alla produzione con regole fisse in cantina, il tutto per ottenere vini superlativi da bere giovani e da invecchiamento!

Disponibilità limitata!

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Non è un semplice vino, non è una semplice zona vitivinicola: è lo Chardonnay!

Lo Chardonnay è uno dei vini più richiesti e forse il più famoso di tutti.

Un vino bianco le cui caratteristiche derivano dalla struttura del vitigno originale e di conseguenza dalla tipologia d’uva. Nasce in Francia e nello specifico nella regione della Borgogna e con il tempo è diventato il vitigno a bacca bianca più noto al mondo, dato che può essere coltivato con buoni risultati praticamente ovunque.

Quindi che si fa? Si va alla ricerca di un’azienda che produce “esclusivamente” Chardonnay.

Dove? Nella zona di origine del vitigno, ovvero in Borgogna (Chablis in particolare). Perché proprio Chablis? Perché qui lo chardonnay si veste da interprete del suo territorio, traducendo in sensazioni tutto quello che rende speciale una zona come questa.

Chablis in inverno

Chablis si trova nella regione vinicola più settentrionale della Borgogna. Il clima è continentale e le 4 stagioni sono ben marcate: gli inverni sono rigidi, le primavere soggette a gelate, le estati calde e gli autunni offrono condizioni ottimali di maturazione per le uve. In inverno il freddo non dà tregua e anche in primavera ci sono spesso gelate che possono rappresentare un pericolo per le vigne. Un pericolo che i vignerons cercano di scongiurare anche installando delle stufe tra i filari, con un colpo d’occhio particolarmente suggestivo di notte, tanto da meritarsi l’appellativo di “vino che viene dal freddo”.

Noi ci siamo andati in Borgogna, a Chablis, e che non fosse una “semplice” negoziazione lo abbiamo capito subito!

Chablis è una zona in cui i domaine si susseguono uno dietro l’altro (come del resto in tutta la Borgogna) e, anche stavolta, trovare un produttore che ci abbia dedicato del tempo e abbia messo a disposizione i suoi vini è stata un’impresa veramente ardua.

Le risposte sono state sempre le stesse: bottiglie esaurite, vini già distribuiti, poca voglia di collaborare all’estero, abbiamo venduto tutto e quello rimasto è la nostra scorta personale, ecc.

Ma non ci siamo arresi!

E finalmente, tra le “pochissime” risposte che abbiamo ricevuto, c’è stato un domaine che ha suscitato in noi maggior curiosità e considerazione (oltre a darci disponibilità di etichette): il Domaine Millet.

Ci hanno assicurato una parte dei loro vini, anche se in quantità minori di quelle che volevamo.

Una volta finite le disponibilità se ne riparlerà il prossimo anno, sempre se lasceranno qualche bottiglia anche per noi.

Per cui, se avete in programma di “combattere” i primi calori primaverili e le torride serate estive con vini bianchi meravigliosi, inserendo magari nel vostro locale questa gamma di etichette, anticipate le prenotazioni!

Le cose belle (e buone) non durano per sempre; in questo caso durano pochissimo!

Domaine Millet

Ogni giorno, il team del Domaine Millet mette tutto il suo cuore nella coltivazione delle vigne, producendo uve Chardonnay di altissima qualità e offrendo vini con aromi fini ed eleganti, riflessi del terroir di Chablis.

Vinificazionericchezza dei profumi e regolarità delle annate: gli elementi che hanno costituito la solidità e la reputazione del Domaine.

Rispettare il proprio terroir, lavorare le viti, raccogliere le uve, vinificare e maturare il vino, imbottigliare la produzione in cantina, affinare le proprie competenze nel rispetto della tradizione. 

Alla fine è un piacere presentare il frutto del suo lavoro e della sua cultura.

Le quattro denominazioni che compongono il vigneto Chablis sono delimitate da diversi criteri, tra cui l’esposizione dei versanti, il microclima e il tipo di terreno e sono, dal basso verso l’alto: Petit Chablis, Chablis, Chablis Premier Cru e Chablis Grand Cru.

Etichette Domaine Millet
Apertura bottiglia Domaine Millet

Petit Chablis

È una denominazione comunale creata nel 1944. Può essere prodotto in tutti i comuni di Chablis. Questi terroir si trovano alla sommità della collina o all’inizio dell’altopiano, le esposizioni sono varie. La zona di produzione è attualmente di 1562 ettari. La resa massima autorizzata è di 60 ettolitri per ettaro.

Il Domaine Millet produce Petit Chablis, le cui uve provengono dai vigneti di un unico appezzamento di 9 ettari, nel comune di Poilly sur Serein.

Questo Petit Chablis, 100% Chardonnay, nasce dalla tradizionale vinificazione su fecce fini in tini di acciaio inox a temperatura controllata. Un Petit Chablis molto piacevole.

Chablis

È una denominazione comunale istituita nel 1938. A Chablis sono piantati 4.420 ettari. La resa massima per questa denominazione è di 60 ettolitri per ettaro. 

I vigneti del domaine della denominazione Chablis si trovano nei comuni di Béru e Viviers, su appezzamenti dai nomi magici: “Sur les fontaines” o “Sous les plantes“.

Questo Chablis, 100% Chardonnay, nasce dalla tradizionale vinificazione su fecce fini in tini di acciaio inox a temperatura controllata.

Offre un bellissimo colore oro chiaro con riflessi verdi. Mineralità, fragranze floreali e frutta.

Un vino di successo!

Domaine Millet

Chablis Premier Cru

È composto da 40 climat, di cui 18 principali, tra cui Vaucoupin, Montée de Tonnerre, Vaillons, Fourchaume e Vosgros. 

Domaine Millet produce Chablis 1er Cru Vaucoupin, un appezzamento situato sulla riva destra del Serein, nel comune di Chichée.

Questo Chablis 1er Cru Vaucoupin, 100% Chardonnay, nasce dalla tradizionale vinificazione su fecce fini in tini di acciaio inox a temperatura controllata. Un colore dorato con colori luccicanti, molto morbido, rotondo e voluttuoso.

 Un vino molto elegante, generoso e con un gusto molto equilibrato.

Chablis Grand Cru

Le grandi annate si trovano solo nel comune di Chablis. Questa denominazione rappresenta 100 ettari (ovvero il 2% della superficie totale del vigneto Chablis). Si trova solo sulla sponda destra del Serein, su pendii prevalentemente sud-occidentali con forte soleggiamento. La resa massima è di 54 ettolitri per ettaro. La denominazione ha 7 climat: Blanchots, Bougros, Les Clos, Grenouilles, Les Preuses, Valmur e Vaudésir. 

Domaine Millet vinifica e commercializza Chablis Grand Cru Vaudésir.

100% Chardonnay, nascono da vinificazione tradizionale, 50% in tini di acciaio inox e 50% in botti (2/3 anni) Vini delicati e intensi, morbidi, complessi. Freschezza ed acidità molto nobile.
Uno Chablis che fa esplodere la voglia di continuare a bere!

Crémant de Bourgogne

Il vigneto Tonnerrois, poco distante da quello di Chablis, è molto favorevole anche al vitigno Chardonnay, oltre che a quello del Pinot Nero, che vengono utilizzati in assemblaggio per produrre il Crémant de Bourgogne.

Il colore tendente al giallo chiaro, leggermente ramato con bei riflessi dorati; limpido, brillante e attraversato da setose bollicine.

Al naso è molto espressivo e goloso, rivela eleganti note di frutti gialla, albicocca e pompelmo.
La bollicina presente al primo sorso lascia il posto a note saline e minerali. Poi note rotonde e sottili di fiori d’arancio e frutta matura avvolgono la bocca.

Un Crémant de Bourgogne, ottenuto da un blend di Chardonnay e Pinot Nero, armonico, fresco e finemente dosato.

Bourgogne Chardonnay

Questo Bourgogne Blanc, 100% Chardonnay, nasce dalla tradizionale vinificazione su fecce fini in tini di acciaio inox a temperatura controllata.

Un appuntamento con golosità e freschezza. Da provare!

Vigne di Chardonnay a Chablis

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